LA PRESENZA DELLA CONGREGAZIONE SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH NEL MONDO

lunedì 22 ottobre 2012

121 - SI, PIAMARTA E' SANTO


la voce del popolo.it

Davanti a 4000 piamartini, il beato Giovanni Battista Piamarta è stato canonizzato. Alla celebrazione in Piazza San Pietro hanno partecipato molti ragazzi e giovani provenienti da tutta Italia e dall'estero accompagnati dalle loro famiglie e dai loro insegnanti.                                       
Roma. Santo, Piamarta è Santo. Sulla sua tomba, che ora sarà maggiormente luogo di pellegrinaggio, c’è scritto “Pietas et labor”, due termini che sintetizzano bene il modus operandi del sacerdote bresciano. La commozione è evidente per quanti hanno donato la loro vita seguendo il suo insegnamento, per quanti l’hanno conosciuto grazie ai banchi di scuola o alle ore di laboratorio nelle scuole professionali e per quanti, semplicemente, vedono in lui un modello da imitare. Dopotutto i Santi sono un po’ la bussola per navigare in mare aperto: ci indicano la direzione e la modalità di navigazione. Poi tocca a ognuno di noi scegliere se e cosa seguire. Giovanni Battista Piamarta (1841-1913) è stato proclamato Santo da Benedetto XVI insieme, ma unico italiano, ad altri sei beati: Giacomo Berthieu, Pedro Calungsod, Maria del Monte Carmelo Sllés y Baran gueras, Marianna Cope, Caterina Tekakwitha e Anna Schä ffer. Piamarta, bresciano di San Faustino, ha speso la sua vita per l’educazione, offrendo agli orfani e ai poveri un futuro diverso. Nel corso dell'omelia il Papa ha sottolineato che padre Piamarta si "dedicò all'elevazione cristiana, morale e professionale delle nuove generazioni. Ha dato vita a tante opere, tra le quali l'Istituto Artigianelli, l'Editrice Queriniana e le Congregazioni maschile e femminile". Lo specifico della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth è stato quello di avvalersi fin dalla fondazione della collaborazione di molti laici, che hanno avuto il merito di dedicarsi all'educazione dei giovani e di portare avanti realtà scolastiche all’avanguardia. Nel Bresciano, nel campo della formazione professionale, si possono citare come eccellenze appunto gli Artigianelli e il Bonsignori di Remedello. Il segreto di Piamarta, secondo Benedetto XVI, è nelle "ore dedicate alla preghiera", nelle soste davanti al Santissimo: “Quando era oberato di lavoro, aumentava il tempo per l’incontro, cuore a cuore con il Signore”. L’attività del Piamarta, come sappiamo, è ramificata in tutto il mondo (Brasile, Cile, Angola, Mozambico…). A padre Piamarta va dato il merito di avere avuto una grande intuizione, ai suoi più stretti collaboratori e ai suoi figli/figlie spirituali va riconosciuto di aver seguito passo dopo passo e con grande passione un progetto che sul finire dell’Ottocento poteva apparire quanto meno utopico. La gioventù emarginata trovò una risposta plausibile alle loro domande con la nascita dell’istituto Artigianelli e della Colonia agricola di Remedello. Ma è difficile sintetizzare il lungo elenco di opere che si rifanno all'esperienza piamartina. Ora il Piamarta si aggiunge alla schiera dei tanti bresciani che hanno onorato e testimoniato il Vangelo. È bello pensare che il carisma di questo grande umile uomo è accresciuto in un contesto (pur caratterizzato da grandi cambiamenti) segnato dalla presenza, fra gli altri sacerdoti, di mons. Turla, mons. Marcoli, mons. Mosè Tovini… Come amava dire il Piamarta “l’amore di Cristo ci sospinge”. E adesso tocca ai suoi eredi spirituali raccogliere e divulgare il suo messaggio: non sarà facile, ma c’è ancora tante gente che ha voglia di mettersi in ascolto del Vangelo e, soprattutto, di testimoniarlo. Alla fine della celebrazione è risuonato anche l'auspicio dell'Angelus: "Possiate, come lui, unire sempre la preghiera intensa e il servizio generoso del prossimo".

Dall’omelia di Papa Benedetto XVI
“Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti (cfr Mc 10, 45)”.Queste parole hanno costituito il programma di vita dei sette Beati che oggi la Chiesa iscrive solennemente nella gloriosa schiera dei Santi. Con eroico coraggio essi hanno speso la loro esistenza nella totale consacrazione a Dio e nel generoso servizio ai fratelli. Sono figli e figlie della Chiesa, che hanno scelto la vita del servizio seguendo il Signore. La santità nella Chiesa ha sempre la sua sorgente nel mistero della Redenzione, che viene prefigurato dal profeta Isaia nella prima Lettura: il Servo del Signore è il Giusto che «giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità» (Is53,11), questo Servo è Gesù Cristo, crocifisso, risorto e vivo nella gloria. L’odierna canonizzazione costituisce un’eloquente conferma di tale misteriosa realtà salvifica. La tenace professione di fede di questi sette generosi discepoli di Cristo, la loro conformazione al Figlio dell’Uomo risplende oggi in tutta la Chiesa.

[…]Giovanni Battista Piamarta, sacerdote della diocesi di Brescia, fu un grande apostolo della carità e della gioventù. Avvertiva l’esigenza di una presenza culturale e sociale del cattolicesimo nel mondo moderno, pertanto si dedicò all’elevazione cristiana, morale e professionale delle nuove generazioni con la sua illuminata carica di umanità e di bontà. Animato da fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza e da profondo spirito di sacrificio, affrontò difficoltà e fatiche per dare vita a diverse opere apostoliche, tra le quali: l’Istituto degli Artigianelli, l’Editrice Queriniana, la Congregazione maschile della Santa Famiglia di Nazareth e la Congregazione delle Umili Serve del Signore. Il segreto della sua intensa ed operosa vita sta nelle lunghe ore che egli dedicava alla preghiera. Quando era oberato di lavoro, aumentava il tempo per l’incontro, cuore a cuore, con il Signore. Preferiva le soste davanti al santissimo Sacramento, meditando la passione, morte e risurrezione di Cristo, per attingere forza spirituale e ripartire alla conquista del cuore della gente, specie dei giovani, per ricondurli alle sorgenti della vita con sempre nuove iniziative pastorali.

[…] Cari fratelli e sorelle! Questi nuovi Santi, diversi per origine, lingua, nazione e condizione sociale, sono uniti con l’intero Popolo di Dio nel mistero di salvezza di Cristo, il Redentore. Insieme a loro, anche noi qui riuniti con i Padri sinodali venuti da ogni parte del mondo, con le parole del Salmo proclamiamo al Signore che «egli è nostro aiuto e nostro scudo», e lo invochiamo: «Su di noi sia il tuo amore, Signore, come da te noi speriamo» (Sal 32,20-22). Possa la testimonianza dei nuovi Santi, della loro vita generosamente offerta per amore di Cristo, parlare oggi a tutta la Chiesa, e la loro intercessione possa rafforzarla e sostenerla nella sua missione di annunciare il Vangelo al mondo intero.

di Luciano Zanardini

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Contatore per siti