LA PRESENZA DELLA CONGREGAZIONE SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH NEL MONDO

sabato 13 ottobre 2012

100 - TRA AMORE E AMORE

"Primo incontro con padre Piamarta" di Pier Giordano Cabra

Capitolo terzo

1.“Tu hai molte belle qualità”, comincia a dirgli il Parroco don Pezzana, “e potresti utilizzarle a fare tanto bene”. Il ragazzo Piamarta è un tipo svelto e deciso: “Sì, mi piacerebbe farmi prete, ma sono povero e non saprei come fare”. “Troveremo una soluzione… Intanto comincia a prendere in mano i libri… Ti farò io da maestro”. Don Pancrazio Pezzana mantenne la parola: gli fece da maestro (e ne aveva tutti i titoli e l’esperienza), gli procurò i libri e ne parlò ad una Signora, rimasta anonima, che gli pagherà regolarmente gli studi sino alla fine.

2. Intanto stava maturando l’unità politica d’Italia, che suscitava molte passioni alle quali Brescia aveva partecipato con le sue famose “dieci giornate”. Nel 1859 a pochi chilometri della città si combattono le terribili battaglie di San Martino e Solferino con nuove micidiali armi che producono un massacro spaventoso. Brescia è invasa da migliaia di feriti, ospitati nelle chiese. Tra i volontari che accorrono a prestare soccorso c’è anche il giovane Piamarta, generoso e attivo come sempre, ormai diciottenne. A contatto coi feriti, imparò un poco di francese e crebbe in umanità.

3. Generoso e attivo, ma quante difficoltà deve affrontare, a partire dagli studi. A volte temeva di non farcela, tanto erano impegnativi per lui. Consolatevi ragazzi: anche il giovane Piamarta ha dovuto sudare e sudare a scuola. I suoi voti li ha strappati ai professori per la tenace volontà di riuscire. Non era certamente il primo della classe, perché doveva leggere e rileggere, studiare e ripassare per restare a metà classifica. La sua era un’intelligenza pratica portata più alle soluzioni concrete che alle speculazioni elevate, filosofiche o teologiche. Ma voleva arrivare alla meta ad ogni costo e se bisognava studiare, studiava. Ha sempre avuto infatti il senso del traguardo e il buon senso di pagare i prezzo necessario.

4. E c’erano anche altre difficoltà, quelle proprie della gioventù… tutte le ha passate. Aveva paura di essere indegno del grande ideale sul quale si era incamminato, a momenti gli sembrava impossibile, riservato a persone ben migliori di lui. Si sentiva lontano da quello che avrebbe voluto essere. Un giorno si presenta al suo don Pezzana e gli dice di essere in difficoltà. “Ti piacciono le ragazze?”, gli butta lì subito il suo interlocutore. “Sì’”, risponde disarmato il giovane. “Bene... Ma, se il Signore te lo chiede, saresti disposto a rinunciare all’amore per l’Amore?” Un lungo momento di pausa: “Se Lui mi aiuta, mi butto tutto con Lui”. E don Pezzana: “Se il Tutto ti domanda il tuo piccolo tutto, è perché vuol darti il suo grande Tutto”. “Da quel momento tutto mi è sembrato più facile: mi sono sentito libero, mi sembrava di volare”, confiderà il futuro Padre Piamarta.

5. Nel frattempo aveva fatto conoscenza con una personalità affascinante, un santo simpaticissimo, amico dei giovani: San Filippo Neri, vissuto a Roma tre secoli prima. Man mano leggeva le sue famose “Massime” e veniva a conoscenza del suo modo di fare, capiva di essere piccolo piccolo, un nano di fronte a un gigante. Ma sapeva pure che se un nano sale sulle spalle di un gigante può vedere più lontano.  “Vorrei essere come San Filippo: un santo che sapeva vivere con i giovani, rendendo simpatica la virtù ed era un amico che permetteva loro di essere giovani senza diventare vecchi nello spirito, aiutandoli ad affrontare la vita con coraggio e letizia.

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