Più di ottantamila persone in piazza San Pietro attorno al Papa che domenica 21 ottobre ha proclamato santo il bresciano Giovanni Piamarta, unico italiano dei sette nuovi santi di 5 diversi continenti. Nell'omelia Benedetto XVI parlando del sacerdote ha rimarcato la sua come «una presenza culturale e sociale del cattolicesimo nel mondo» e ha ricordato l'azione di questo «grande apostolo della carità e della gioventù» che, ha detto, «si dedicò alla elevazione morale e professionale delle nuove generazioni con la sua illuminata carica di umanità e di bontà».
Piamarta proclamato Santo dal Papa
Piamarta proclamato Santo dal Papa
«Animato da fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza e da profondo spirito di sacrificio, - ha detto papa Ratzinger a proposito di questo nuovo santo italiano - affrontò difficoltà e fatiche per dare vita a diverse opere apostoliche, tra le quali: l'Istituto degli Artigianelli, l'Editrice Queriniana, la Congregazione maschile della Santa Famiglia di Nazareth e la Congregazione delle Umili Serve del Signore».
Per il Papa, il «segreto» del nuovo santo e della sua «intensa ed operosa vita sta nelle lunghe ore che egli dedicava alla preghiera. Quando era oberato di lavoro, - ha raccontato Benedetto XVI - aumentava il tempo per l'incontro, cuore a cuore, con il Signore». Piamarta è stato un sacerdote colto e brillante che rinunciò a una promettente carriera ecclesiastica sfidando i superiori per difendere i suoi «artigianelli», cioè gli ospiti delle opere da lui dedicate alla gioventù bisognosa della Lombardia di fine '800. Davanti ai gravi problemi economici delle sue case, il vescovo infatti ordinò a padre Giovanni Piamarta di rinunciare. Lui rispose che avrebbe preferito morire in mezzo ai suoi ragazzi piuttosto che abbandonarli al loro destino. Come il beato Lodovico Pavoni, che fu il suo maestro, don Piamarta era impegnato nella predicazione e l'editoria. Ma fu l'amore per i poveri e il suo impegno in difesa dei ragazzi a farlo davvero grande.
Padre Piamarta diventa santo, la messa con il vescovo Monari

«Padre Piamarta è stato - afferma l'Osservatore Romano - la personalità più popolare di Brescia a cavallo tra il 1800 e il 1900». Educatore, benefattore, editore, promosse la vita consacrata con la fondazione di congregazioni religiose dimostrando, sottolinea il giornale della Santa Sede, «una acuta sensibilità nel confronto con le domande del suo tempo, alle quali ha dato delle risposte evangeliche creative e in gran parte valide anche per il nostro tempo». Era nato suddito dell'Austria, nel 1841, ed entrò in quel periodo in contatto con le grandi personalità del movimento cattolico bresciano, quali Giuseppe Tovini e Giorgio Montini. Dopo aver dato inizio alla celebre colonia agricola di Remedello, constatando che la povertà più insidiosa è quella del sottosviluppo culturale, specie in materia religiosa, fondò anche l'Editrice Queriniana.
Corrieredellasera.it
20 ottobre 2012 (modifica il 22 ottobre 2012)
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