SACERDOTE, FONDATORE DELLA CONGREGAZIONE SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH E DELLE UMILI SERVE DEL SIGNORE. IL 12 OTTOBRE 1997 PAPA GIOVANNI PAOLO II LO HA DICHIARATO BEATO. IL 21 OTTOBRE 2012 PADRE PIAMARTA E' STATO CANONIZZATO DA PAPA BENEDETTO XVI.
domenica 10 marzo 2013
201 - INSIEME A LUI
Un giorno dissi, ma chi son io
voglio o no un futuro, voglio averlo
per me, per te insieme a lui
voglio o no un futuro, voglio averlo
per me, per te insieme a lui
costruiamo la pace, costruiamo l’amore
costruiamo la vita, perché tu lo vuoi. (Rit.)
Rit.
Giovanni Piamarta, un vero amico.
Giovanni Piamarta, confidiamo in te.
Cantando, ballando, veniamo verso te.
Mano nella mano, speriamo sempre in te.
Lascia stare i pregiudizi
lascia stare le avversità
corri con forza e coraggio
il sogno diventa realtà. (Rit.)
Forza ragazzi cantiamo
viviamo con la speranza
andiamo verso il traguardo
verso un futuro per noi. (Rit.)
costruiamo la vita, perché tu lo vuoi. (Rit.)
Rit.
Giovanni Piamarta, un vero amico.
Giovanni Piamarta, confidiamo in te.
Cantando, ballando, veniamo verso te.
Mano nella mano, speriamo sempre in te.
Lascia stare i pregiudizi
lascia stare le avversità
corri con forza e coraggio
il sogno diventa realtà. (Rit.)
Forza ragazzi cantiamo
viviamo con la speranza
andiamo verso il traguardo
verso un futuro per noi. (Rit.)
Ascolta il canto
Insieme a lui
200 - ANCHE LA MUSICA EDUCA
11. Dal “Diario” di Padre Piamarta di Pier Giordano
Cabra
17 giugno 1912
17 giugno 1912
E’ passata finalmente anche questa celebrazione del venticinquesimo dell’Istituto. Ho dovuto sorbirmi elogi che non merito, complimenti non cercati né desiderati, e via discorrendo. Ho visto con piacere tanti ex alunni riconoscenti, come pure ho notato l’assenza di altri che avrei rivisto volentieri. Ho gradito molto la presenza del vescovo Giacomo Maria Corna Pellegrini e dell’Ausiliare Giacinto Gaggia.
Il nuovo organo
Il nuovo organo
Devo riconoscere che una cosa mi ha fatto particolarmente piacere: l’inaugurazione del nuovo organo, progettato dal carissimo Maestro Tebaldini, costruito dalla ditta Porro con la collaborazione delle mie officine, regalato dalla Signora Ippolita Zanardelli, che sapeva di farmi un gradito e desiderato presente. Ora sono davvero contento perché la mia ammirata chiesetta è completata.
Il programma inaugurale è stato, a dir poco, incantevole: il Tebaldini, Maestro Direttore della Cappella Lauretana, ha eseguito alcune delle sue composizioni, dando un saggio del suo valore alla nostra città: Si alternava con lui il Maestro Arnaldo Bambini, insigne organista della prepositurale di Verolanuova. Come saranno solenni ora le funzioni liturgiche con questo gioiello di organo, che presenta innovazioni che giungono per la prima volta a Brescia. Lo sognavo da tempo, perché la mia bella e ammirata chiesa non mi sembrava completa senza questo strumento che coinvolge gli animi, sostiene il canto, scuote i sentimenti.
Anche il maestro Pietro Corvi, impareggiabile ed entusiasta istruttore del coro dei miei ragazzi, ne è assai soddisfatto.
La musica
Il programma inaugurale è stato, a dir poco, incantevole: il Tebaldini, Maestro Direttore della Cappella Lauretana, ha eseguito alcune delle sue composizioni, dando un saggio del suo valore alla nostra città: Si alternava con lui il Maestro Arnaldo Bambini, insigne organista della prepositurale di Verolanuova. Come saranno solenni ora le funzioni liturgiche con questo gioiello di organo, che presenta innovazioni che giungono per la prima volta a Brescia. Lo sognavo da tempo, perché la mia bella e ammirata chiesa non mi sembrava completa senza questo strumento che coinvolge gli animi, sostiene il canto, scuote i sentimenti.
Anche il maestro Pietro Corvi, impareggiabile ed entusiasta istruttore del coro dei miei ragazzi, ne è assai soddisfatto.
La musica
Ho sempre considerata la musica e il canto un potente strumento di elevazione umana e sociale. Ho curato con la massima attenzione il canto sacro, convinto com’ero per esperienza personale della sua forza educante ed elevante.
Quante volte mi vengono alla mente le melodie apprese da ragazzo, quando facevo il “solista” nelle celebrazioni liturgiche. E mi trovo a canticchiarle nei rari momenti in cui mi trovo solo! Facendo cantare bei testi, sacri e profani, ai miei ragazzi, in Chiesa e nelle accademie che si tengono con grande partecipazione di popolo specialmente nella festa di San Filippo Neri, sono certo che anch’essi li ricorderanno e li ripeteranno con profitto nei diversi momenti della vita.
Inoltre: “Chi canta prega due volte” ha detto recentemente il nostro Papa Pio X riguardo al canto liturgico!
La banda degli Artigianelli
La musica è anche allegria condivisa, frutto di disciplina e collaborazione. La banda degli Artigianelli è richiesta in molte occasioni civili e religiose. I miei ragazzi si fanno onore anche in questo ambito, riscuotendo ammirazione e riconoscimenti, per la loro bravura e comportamento ...
Sono onorato che sia scelta la nostra banda per accompagnare la solenne processione cittadina del Corpus Domini, come pure sia richiesta in diverse celebrazioni.
Non posso dimenticare l’ inaugurazione, dieci anni fa, del monumento al Redentore sul Monte Guglielmo, cuore del bresciano, a quota duemila metri, da raggiungersi con faticoso cammino.
L’intera giornata è stata allietata dalla nostra banda che si è esibita in motivi classici e moderni. Il complesso mi costa non poco, ma lo considero una promozione culturale, oltre che una svago sano e un mezzo per presentare alla città il volto lieto e sereno della nostra educazione.
Quante volte mi vengono alla mente le melodie apprese da ragazzo, quando facevo il “solista” nelle celebrazioni liturgiche. E mi trovo a canticchiarle nei rari momenti in cui mi trovo solo! Facendo cantare bei testi, sacri e profani, ai miei ragazzi, in Chiesa e nelle accademie che si tengono con grande partecipazione di popolo specialmente nella festa di San Filippo Neri, sono certo che anch’essi li ricorderanno e li ripeteranno con profitto nei diversi momenti della vita.
Inoltre: “Chi canta prega due volte” ha detto recentemente il nostro Papa Pio X riguardo al canto liturgico!
La banda degli Artigianelli
La musica è anche allegria condivisa, frutto di disciplina e collaborazione. La banda degli Artigianelli è richiesta in molte occasioni civili e religiose. I miei ragazzi si fanno onore anche in questo ambito, riscuotendo ammirazione e riconoscimenti, per la loro bravura e comportamento ...
Sono onorato che sia scelta la nostra banda per accompagnare la solenne processione cittadina del Corpus Domini, come pure sia richiesta in diverse celebrazioni.
Non posso dimenticare l’ inaugurazione, dieci anni fa, del monumento al Redentore sul Monte Guglielmo, cuore del bresciano, a quota duemila metri, da raggiungersi con faticoso cammino.
L’intera giornata è stata allietata dalla nostra banda che si è esibita in motivi classici e moderni. Il complesso mi costa non poco, ma lo considero una promozione culturale, oltre che una svago sano e un mezzo per presentare alla città il volto lieto e sereno della nostra educazione.
198 - INNO AL FONDATORE
Dal cuore di un padre fremente
d’amore, nell’algido e triste squallore
del verno, un sogno radioso sbocciò
come un fiore; e un’opra gigante dal
sogno fiorì.
d’amore, nell’algido e triste squallore
del verno, un sogno radioso sbocciò
come un fiore; e un’opra gigante dal
sogno fiorì.
Son giovani schiere, son alme serene
che crescono al bene nel santo lavoro,
che in note squillanti ripetono in coro
la bella, fidente, giuliva canzon.
Di padre Piamarta
siam figli sinceri
siam giovani e fieri,
cresciamo al Signor. Rit.
Nel nome d’Italia, fatidico nome,
le membra mai dome
tempriamo al lavor.
Ne l’ombra del tempio, soffusa di gloria
del Padre adorato riposa la spoglia;
che sprona al dovere, che guida a
vittoria che schiude a’ suoi figli la
soglia del ciel.
Le sante lezioni d’amore e di fede
ripete che chiede ai figli primieri;
continua la scuola dei giovani artieri,
dei figli dei campi che uniti gli son. (Rit.)
Signor, che serbasti la mite carezza
per bimbi festosi per giovani ardenti,
su tanta fiorente gentil giovinezza
dischiudi i tesori del sacro tuo cuor.
Noi siamo della Chiesa la nova
speranza, falange che avanza del bene
e del vero; sarem della Patria l’orgoglio
più fiero la balda, operosa, fidata
legion. (Rit.)
Ascolta il canto
Inno a Padre Piamarta
sabato 9 marzo 2013
197 - LA CELEBRAZIONE DEL 25° DELL'ISTITUTO
10. Dal “Diario” di Padre Piamarta di Pier Giordano
Cabra
La celebrazione del XXV dell’Istituto
“Caro Padre Secondo Zanetti,
Il 25° dell’Istituto non aveva ragione di venire minimamente ricordato, nemico come fui sempre di ogni venticinquesimo di qualunque sorta, per il nessun vantaggio spirituale che ne deriva a tutti, per cui il proposito dei miei reverendi Confratelli e giovani di volerlo ad ogni costo, “me repugnante”, celebrare non mi fece più bene avere né prima né dopo”
La celebrazione del XXV dell’Istituto
“Caro Padre Secondo Zanetti,
Il 25° dell’Istituto non aveva ragione di venire minimamente ricordato, nemico come fui sempre di ogni venticinquesimo di qualunque sorta, per il nessun vantaggio spirituale che ne deriva a tutti, per cui il proposito dei miei reverendi Confratelli e giovani di volerlo ad ogni costo, “me repugnante”, celebrare non mi fece più bene avere né prima né dopo”
Invece
Invece, continuiamo noi staccandoci dal diario, fu una grande occasione per mettere in luce la stima, l’affetto, l’ammirazione nei suoi confronti.
Il grande vescovo di Cremona, Geremia Bonomelli, scriveva: “Quali prodigi di carità, di prudenza, di destrezza ci ha mostrato Piamarta nel corso di mezzo secolo di vita operosissima! Egli è il sacerdote che richiedono i tempi nuovi: non curante di sé, solo inteso al bene altrui senza distinzione, specialmente della gioventù. Quanti giovani ha condotto sulla retta via,! Quante lacrime ha asciugate! Quanti genitori ha consolati!, restituendo loro i figli riabilitati col lavoro e con la pietà cristiana”.
E una personalità eminente del clero bresciano scriveva: “Adempio a un dovere e rispondo a un bisogno del cuore, unendomi al gaudio dei bresciani e all’ammirazione per l’opera grande che, superando tanti ostacoli, sta ora nelle sua ampiezza feconda di bene come un monumento vivo di rigenerazione cristiana” (Mons. Pavanelli).
Anche laici suoi ammiratori e benefattori.“Ci uniamo alla gioia e alla grande festa per il 25° anniversario della fondazione di questo grandioso Istituto, che, con tanti stenti, fatiche, sudori e sacrifici, è arrivato a compierlo così grandiosamente. Noi non abbiamo parole sufficienti per presentarLe i nostri più fervidi auguri in questo bel giorno coronato di un’immensa quantità di gioie di questi cari giovinetti allevati, cresciuti ed usciti col santo timore di Dio, e da veri cristiani” (Muzzarelli Marietta con Rosina)
E, qualche anno dopo, così si esprimeva Mons. Melchiorri, vescovo di Tortona: “Di Lui potrei ricordare l’impressione che faceva a noi giovani chierici quest’uomo che aveva rinunciato all’affetto e alle consolazioni della parrocchia di Pavone, che apriva con stupenda fecondità Istituti, Case di Suore, Colonie Agricole, che fondava con l’intuito dei santi una Congregazione. Ma i fatti, gli episodi valgono assai meno delle idee che danno forza e luce alla vita di un uomo.
“La carità la virtù più vicina all’essenza di Dio e alla miseria dell’uomo, fu il tema dominante di questa vita di santo, che è tutta un meraviglioso canto d’amore.
Il cuore di P. Piamarta non si esaurì nella ricerca dei fanciulli: era troppo grande per non vibrare accanto a tutte le speranze e a tutto il valore degli uomini.
Per gli erranti Egli fu il Padre che incarna in sé la bontà e la misericordia del Signore.
Per gli uomini discussi e al centro di disparati giudizi, Egli fu il Fratello che intuisce che una copertina infelice e qualche pagina sbagliata non annullano l’immacolatezza e la preziosità di una storia di zelo pastorale, di intelligenza e di bene.
La carità vale tanto quanto appoggia sulla verità. P. Piamarta fu conscio di questa certezza. Per questo fu fedelissimo alla Chiesa e intrepido difensore della sua dottrina.
Molti anni dopo, qui a Tortona, ho trovato un’anima simile a quella di P. Piamarta: Don Orione. Due apostoli, due santi: uno ha orientato nella terra del mio battesimo la mia adolescenza; l’altro segna di grazie il campo delle mie responsabilità episcopali e l’attesa del mio ritorno a Dio.
Due uomini che lasciano per i secoli un crescente patrimonio di bene e ch insegnano a me e a tutti una lezione molto importante, questa: che mentre le campane suonano il tramonto su tutte le grandezze, su di una sola, la santità, continuano il loro canto di gloria”.
Invece, continuiamo noi staccandoci dal diario, fu una grande occasione per mettere in luce la stima, l’affetto, l’ammirazione nei suoi confronti.
Il grande vescovo di Cremona, Geremia Bonomelli, scriveva: “Quali prodigi di carità, di prudenza, di destrezza ci ha mostrato Piamarta nel corso di mezzo secolo di vita operosissima! Egli è il sacerdote che richiedono i tempi nuovi: non curante di sé, solo inteso al bene altrui senza distinzione, specialmente della gioventù. Quanti giovani ha condotto sulla retta via,! Quante lacrime ha asciugate! Quanti genitori ha consolati!, restituendo loro i figli riabilitati col lavoro e con la pietà cristiana”.
E una personalità eminente del clero bresciano scriveva: “Adempio a un dovere e rispondo a un bisogno del cuore, unendomi al gaudio dei bresciani e all’ammirazione per l’opera grande che, superando tanti ostacoli, sta ora nelle sua ampiezza feconda di bene come un monumento vivo di rigenerazione cristiana” (Mons. Pavanelli).
Anche laici suoi ammiratori e benefattori.“Ci uniamo alla gioia e alla grande festa per il 25° anniversario della fondazione di questo grandioso Istituto, che, con tanti stenti, fatiche, sudori e sacrifici, è arrivato a compierlo così grandiosamente. Noi non abbiamo parole sufficienti per presentarLe i nostri più fervidi auguri in questo bel giorno coronato di un’immensa quantità di gioie di questi cari giovinetti allevati, cresciuti ed usciti col santo timore di Dio, e da veri cristiani” (Muzzarelli Marietta con Rosina)
E, qualche anno dopo, così si esprimeva Mons. Melchiorri, vescovo di Tortona: “Di Lui potrei ricordare l’impressione che faceva a noi giovani chierici quest’uomo che aveva rinunciato all’affetto e alle consolazioni della parrocchia di Pavone, che apriva con stupenda fecondità Istituti, Case di Suore, Colonie Agricole, che fondava con l’intuito dei santi una Congregazione. Ma i fatti, gli episodi valgono assai meno delle idee che danno forza e luce alla vita di un uomo.
“La carità la virtù più vicina all’essenza di Dio e alla miseria dell’uomo, fu il tema dominante di questa vita di santo, che è tutta un meraviglioso canto d’amore.
Il cuore di P. Piamarta non si esaurì nella ricerca dei fanciulli: era troppo grande per non vibrare accanto a tutte le speranze e a tutto il valore degli uomini.
Per gli erranti Egli fu il Padre che incarna in sé la bontà e la misericordia del Signore.
Per gli uomini discussi e al centro di disparati giudizi, Egli fu il Fratello che intuisce che una copertina infelice e qualche pagina sbagliata non annullano l’immacolatezza e la preziosità di una storia di zelo pastorale, di intelligenza e di bene.
La carità vale tanto quanto appoggia sulla verità. P. Piamarta fu conscio di questa certezza. Per questo fu fedelissimo alla Chiesa e intrepido difensore della sua dottrina.
Molti anni dopo, qui a Tortona, ho trovato un’anima simile a quella di P. Piamarta: Don Orione. Due apostoli, due santi: uno ha orientato nella terra del mio battesimo la mia adolescenza; l’altro segna di grazie il campo delle mie responsabilità episcopali e l’attesa del mio ritorno a Dio.
Due uomini che lasciano per i secoli un crescente patrimonio di bene e ch insegnano a me e a tutti una lezione molto importante, questa: che mentre le campane suonano il tramonto su tutte le grandezze, su di una sola, la santità, continuano il loro canto di gloria”.
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